Percorrendo la vecchia strada statale per Bisceglie, a circa 2 chilometri da Trani, sulla penisola di Capo Colonna, si erge il monastero di Santa Maria di Colonna. Fu edificato tra la fine dell’XI e l’inizio del XII secolo dal nobile tranese Goffedro Siniscalco. La facciata principale mostra elementi tipici dell’architettura romanica. All’interno è conservato un Crocifisso ligneo del XV secolo, oltraggiato dai corsari turchi, e un prezioso altare del Gran Duca di Toscana, donato in cambio delle reliquie di Santo Stefano che qui si veneravano. Il monastero oggi è utilizzato per iniziative culturali.
La città di Trani offre numerosi tesori di architettura religiosa e civile. Incantevole la sua
Cattedrale bianca e monumentale, dedicata a San Nicola Pellegrino, che sembra poter dominare il mare. Fu costruita alla fine dell’XI secolo per accogliere le spoglie del giovane greco pellegrino Nicola, morto a Trani a soli diciotto anni in odore di santità. La chiesa sorge sulle rovine dell’antica basilica dedicata a Santa Maria, risalente al V – VIII secolo, e si compone della chiesa superiore, di due succorpi e del sacello di San Leucio.
Espressione dell’architettura romanica pugliese è la
chiesa di San Giacomo. Fu eretta nel XII secolo col nome di Santa Maria de Russis e nel 1645 fu dedicata a San Giacomo, in onore dell’omonima confraternita.
La
chiesa di Sant’Andrea, invece, è una delle più antiche cappelle ad una cupola esistenti in Puglia. Fu costruita nei primi decenni del XII secolo e dedicata a San Basilio. Originariamente vi si officiava il rito greco.
Si affaccia sul porto di Trani la
chiesa di Ognissanti o dei Templari, eretta nella prima metà del XII secolo nel cortile dell’Ospitale dei Templari. Appartenne all’ordine dei Templari fino al 1312, anno della sua soppressione, e fu la chiesa in cui Boemondo d’Altavilla con i cavalieri normanni prestò giuramento prima di partire per la Prima Crociata..
Curioso è il motivo della costruzione della chiesa di San Rocco: sull’architrave dell’ingresso principale è scritto che fu costruita nel 1528 per volontà del governatore veneto di Trani Vittorio Superanzio nel corso di una pestilenza. La facciata è molto semplice, caratterizzata da un bugnato rustico, una grande finestra e un timpano tondeggiante e affiancata da un campanile, la cui cupoletta è stata abbattuta per inserire l’orologio. L’interno è a navata unica, impreziosito da dipinti di scuola napoletana del XVIII secolo.
Esempio di stile barocco in città è la
chiesa di Santa Teresa, costruita tra il 1754 ed il 1768 sui resti di San Marco. La facciata principale è divisa in due parti da un cornicione aggettante; la parte inferiore è caratterizzata dalla presenza di tre archi e tre finestre, mentre la parte superiore è arricchita da eleganti volute laterali e da una nicchia con la statua di Santa Teresa.
Testimonianza dell’esistenza di sinagoghe nella città è la chiesa di Sant’Anna, con l’ingresso posto ad oriente e un’iscrizione di origine ebraica all’interno. Durante il XIV secolo, in seguito alla cacciata degli ebrei da parte degli Aragonesi, le quattro sinagoghe furono utilizzate come chiese cristiane. All’interno vi sono interessanti tele raffiguranti scene dell’Antico Testamento. Nei pressi della Chiesa di Sant’Anna sorgeva anche la casa del Rabbino, detta casa Ciardi, oggi non più esistente a causa di un crollo. Si può ammirare una sua bifora ricostruita nell’atrio di palazzo Vischi. Altra antica sinagoga è la chiesa di Santa Maria Scolanova, risalente al XIII secolo. All’interno conserva un dipinto raffigurante la Madonna dei Martiri, protettrice dei Marinai, ascrivibile alla pittura bizantina del XIII secolo.
La città di Trani è ricca anche di imperdibili architetture civili. Tra queste primeggia
il castello, uno dei pochi che ha conservato le caratteristiche della costruzione originaria. Sorge vicino la cattedrale, a ridosso del mare. Costruito nel 1233 dall’imperatore Federico II di Svevia, presenta una pianta quadrangolare, con quattro torri quadrate angolari; sui tre lati che non si affacciano sul mare vi è un muro di cinta con tre cortili esterni, mentre un fossato, che veniva riempito d’acqua di mare, separava il castello dalla terraferma.
Testimonianza dell’architettura civile rinascimentale è il
Palazzo Caccetta, edificato nel 1456 da Simone Caccetta, ricco mercante di Trani. La facciata è in chiaro stile tardo – gotico, leggibile nel portale ad arco gotico a raggiera. All’interno vi è un cortile a pianta quadrata; dalla scala si accede ai due piani superiori.
Vero gioiello dell’architettura tranese del Settecento è Palazzo Quercia o Palumbo, progettato e costruito da Gerolamo Palumbo nel 1755. Architettonicamente il palazzo presenta linee semplici e composte che evidenziano la sua sobrietà e semplicità. In questo palazzo hanno soggiornato personaggi storici importanti: nel 1797 il re Ferdinando con sua Moglie Carolina e il figlio Fracnesco e nel 1807 il re Giuseppe Bonaparte.
Altro palazzo espressione della ricchezza dei mercanti tranesi è il Palazzo De Angelis, caratterizzato da una muratura rustica nella parte inferiore e da bugne quadrangolari in quella superiore. Cattura lo sguardo l’imponente portale, anch’esso rivestito da bugne a fasce che risaltano ancor più la sua struttura. Agli angoli del palazzo sono inseriti gli stemmi di famiglia.
Degno di visita è il Palazzo Arcivescovile, appartenuto alla famiglia Rogadeo e acquistato dall’Arcivescovo Fra Diego Alvarez nella prima metà del Seicento. Fu ristrutturato nel XVII secolo a spese dell' Arcivescovo Giovanni Battista del Tinto. Interessante è il cortile interno con il triplice ordine di arcate poggianti su pilastri e sovrastate da due balconate con leggiadrie balaustre, intervallate da quattro stemmi uguali dell'Arcivescovo Del Tinto.
Sede del curioso Museo delle Carrozze è il Palazzo Antonacci, costruito nel 1761 dall’omonima famiglia. Vi sono esposte 33 carrozze di uso quotidiano, appartenute alla famiglia dei duchi di Telesio di Toritto, attuali proprietari della collezione, databili tra la seconda metà dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Fanno parte della mostra anche 33 esemplari in miniatura del duca Bernardino Telesio,realizzati in legno, e accessori d’epoca, come finimenti, morsi, cilindri, selle maschili e femminili, staffe, speroni, fruste.
Una passeggiata nella
villa comunale di Trani offre al turista un momento di relax e quiete…si tratta di uno rigoglioso giardino affacciato sul mare, che abbraccia la città dalla Cattedrale alla penisola di Colonna. Fu realizzata nel 1823, in seguito alla donazione del suolo da parte della famiglia Antonacci. Si inseriscono in un ambiente ameno, costituito da lecci, pini marittimi e palme, il monumento ai Caduti, opera dello scultore tranese Antonio Bassi, un cannone risalente alla Seconda Guerra Mondiale, sei colonne miliari della via Traiana, provenienti dal tratto Ruvo - Canosa e l’elegante cassa armonica. Dal lato sinistro della villa si accede al Fortino di Sant’Antonio, un antico fortilizio posto a difesa della punta orientale del porto; ingloba l’omonima chiesa medievale a pianta basilicale, risalente al XII secolo e conservata nella sua originaria struttura, ad eccezione della cupola centrale crollata e sostituita da una volte a botte. Fu sconsacrata già nel 1478 e utilizzata come deposito. La vista della città dal fortino è davvero mozzafiato: si può ammirare l’insenatura sulla quale si estende tutta l’intera città, distinguendo la cattedrale, le tre absidi della chiesa di Ognissanti, la parte retrostante della chiesa di santa Teresa e la torre dell'orologio.
La passeggiata può proseguire verso il porto della città, animata dagli allegri colori dei pescherecci. Da sempre il porto di Trani ha rivestito un ruolo fondamentale sulla costa adriatica, tanto che, nell’XI secolo, fu emanato proprio a Trani il primo codice della navigazione dalla caduta dell'Impero Romano, i cosiddetti "Ordinamenta et consuetudo maris", su cui si basa tuttora il diritto marittimo italiano. All’epoca delle Crociate divenne un importante porto d'imbarco per la Terra Santa e durante il Quattrocento futra i più importanti centri mercantili del basso Adriatico, anche grazie ai mercanti della Repubblica di Venezia che spesso si stabilivano in città.
Il porto è costituito da una insenatura naturale difesa da due moli: il Molo S. Lucia e il Molo Sant’Antonio, il primo dei quali banchinato e dotato di colonne ed anelli da ormeggio. Il braccio di San Nicola, a Nord, riduce l’interrimento cui è soggetto il porto, che può raggiungere un valore di 50 cm l’anno.