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Trani


La Pietra di Trani

Città co-capoluogo della provincia di Barletta-Andria-Trani, scenograficamente inserita sul mare…capace di incantare lo sguardo del turista per i suoi colori …il blu dell’acqua che si riflette sul bianco della pietra calcarea delle sue architetture. In questo scenario suggestivo le vie del borgo antico si animano alla sera grazie alla movida notturna più chic dell’hinterland barese.
 
La città di Trani è situata sulla costa adriatica, in corrispondenza di una piccola insenatura che corrisponde all’attuale porto e che risulta dalla foce di un fiume oggi scomparso. La costa è generalmente bassa e sabbiosa e, in prossimità di alcuni piccoli promontori, si fa rocciosa e frastagliata. Sul litorale del nucleo urbano, inoltre, sono presenti alcuni lidi attrezzati. È circondata da un paesaggio pianeggiante, caratterizzato dalla coltivazione di vigneti e oliveti. Il sottosuolo è famoso per l’attività estrattiva della cosiddetta “pietra di Trani” che, da sempre, ha rappresentato un ricchezza per la città. E’ un tipo di pietra di origine calcarea, di cui il sottosuolo di Trani costituisce il maggiore giacimento in Puglia, ed ha una tonalità di fondo color bianco avorio su cui si stagliano striature e venature gialle e rosse. Largamente adoperata nei secoli, trova oggi vasta applicazione in ogni tipo di costruzione civile e in architettura.


Brevi cenni storici

Il nome Trani, secondo la leggenda, deriva da Tiremun o Turenum, in onore di Tirreno, figlio di Diomede, il quale fondò la città. La prima fonte storica certa è la Tabula Peutingeriana, copia medievale di un vecchio stradario dell’antica Roma. A seguito della caduta dell’impero romano, iniziò il dominio bizantino, interrotto da una breve parentesi di dominazione longobarda e costantemente minacciato dalle scorrerie dei saraceni. Inoltre, dopo la distruzione di Canosa ad opera dei Saraceni nell’831, divenne sede vescovile.
Il periodo medievale è ricordato come un periodo florido per la città di Trani: la sua marina era tra le prime, esportava fino a Venezia e di qui verso le coste dalmate e istriane, fino ad Oriente. Grande importanza rivestì il porto, inoltre, durante il periodo delle crociate. 
 
Nel 1063 furono stilati i famosi “Ordinamenta maris” (Statuti marittimi), uno dei codici marinari più antichi esistenti. In questo periodo si stabilirono in città alcune famiglie provenienti da Venezia, Pisa, Genova. Il dominio bizantino durò fino al XII secolo, poi Barletta passò nelle mani dei Normanni e in seguito di Federico II di Svevia, il quale protesse la città con una cinta muraria e nel 1233 fece costruire il castello. Sotto Manfredi, figlio di Federico, la città visse la fase di massimo splendore. Egli stabilì con Genova, Venezia, Spoleto e con la Romania importanti trattati di commercio; a Trani fu celebrato il suo matrimonio con Elena Ducas, figlia del despota d’Epiro. In questo periodo si stabilì a Trani una comunità di ebrei che animava ancor di più i traffici commerciali della città.
 
Tra il XV e XVI secolo, sotto la dominazione prima angioina poi aragonese, nonostante stesse attraversando un periodo di crisi, la città acquisì notevole prestigio nel campo giuridico. Con l’istituzione della Sacra Regia Udienza, Trani divenne anche uno dei principali centri amministrativi e culturali della Terra di Bari e fu residenza di molti nomi illustri,avvocati, funzionari e magistrati. 
Con la dominazione borbonica cominciò un periodo di benessere e prosperità per la città di Trani. Con l’avvento dell’ egemonia napoleonica e del suo maresciallo Gioacchino Murat, Trani perse lo status di capoluogo, in favore di Bari. Nel 1799 alcune famiglie fio – borboniche furono trucidate dalle truppe francesi rivoluzionarie. Questo massacro segnò, quindi, l’annessione alla Repubblica Napoletana. 
 
Durante il XIX – XX secolo Trani conservò il suo prestigio in campo giuridico. Attualmente risiede a Trani una rinnovata comunità ebraica, punto di riferimento per tutto il sud-Italia.


Chiese e luoghi d'interesse

Percorrendo la vecchia strada statale per Bisceglie, a circa 2 chilometri da Trani, sulla penisola di Capo Colonna, si erge il monastero di Santa Maria di Colonna. Fu edificato tra la fine dell’XI e l’inizio del XII secolo dal nobile tranese Goffedro Siniscalco. La facciata principale mostra elementi tipici dell’architettura romanica. All’interno è conservato un Crocifisso ligneo del XV secolo, oltraggiato dai corsari turchi, e un prezioso altare del Gran Duca di Toscana, donato in cambio delle reliquie di Santo Stefano che qui si veneravano. Il monastero oggi è utilizzato per iniziative culturali.
La città di Trani offre numerosi tesori di architettura religiosa e civile. Incantevole la sua Cattedrale bianca e monumentale, dedicata a San Nicola Pellegrino, che sembra poter dominare il mare. Fu costruita alla fine dell’XI secolo per accogliere le spoglie del giovane greco pellegrino Nicola, morto a Trani a soli diciotto anni in odore di santità. La chiesa sorge sulle rovine dell’antica basilica dedicata a Santa Maria, risalente al V – VIII secolo, e si compone della chiesa superiore, di due succorpi e del sacello di San Leucio. 
Espressione dell’architettura romanica pugliese è la chiesa di San Giacomo. Fu eretta nel XII secolo col nome di Santa Maria de Russis e nel 1645 fu dedicata a San Giacomo, in onore dell’omonima confraternita. 
La chiesa di Sant’Andrea, invece, è una delle più antiche cappelle ad una cupola esistenti in Puglia. Fu costruita nei primi decenni del XII secolo e dedicata a San Basilio. Originariamente vi si officiava il rito greco. 
Si affaccia sul porto di Trani la chiesa di Ognissanti o dei Templari, eretta nella prima metà del XII secolo nel cortile dell’Ospitale dei Templari. Appartenne all’ordine dei Templari fino al 1312, anno della sua soppressione, e fu la chiesa in cui Boemondo d’Altavilla con i cavalieri normanni prestò giuramento prima di partire per la Prima Crociata.. 
Curioso è il motivo della costruzione della chiesa di San Rocco: sull’architrave dell’ingresso principale è scritto che fu costruita nel 1528 per volontà del governatore veneto di Trani Vittorio Superanzio nel corso di una pestilenza. La facciata è molto semplice, caratterizzata da un bugnato rustico, una grande finestra e un timpano tondeggiante e affiancata da un campanile, la cui cupoletta è stata abbattuta per inserire l’orologio. L’interno è a navata unica, impreziosito da dipinti di scuola napoletana del XVIII secolo.
Esempio di stile barocco in città è la chiesa di Santa Teresa, costruita tra il 1754 ed il 1768 sui resti di San Marco. La facciata principale è divisa in due parti da un cornicione aggettante; la parte inferiore è caratterizzata dalla presenza di tre archi e tre finestre, mentre la parte superiore è arricchita da eleganti volute laterali e da una nicchia con la statua di Santa Teresa.
Testimonianza dell’esistenza di sinagoghe nella città è la chiesa di Sant’Anna, con l’ingresso posto ad oriente e un’iscrizione di origine ebraica all’interno. Durante il XIV secolo, in seguito alla cacciata degli ebrei da parte degli Aragonesi, le quattro sinagoghe furono utilizzate come chiese cristiane. All’interno vi sono interessanti tele raffiguranti scene dell’Antico Testamento. Nei pressi della Chiesa di Sant’Anna sorgeva anche la casa del Rabbino, detta casa Ciardi, oggi non più esistente a causa di un crollo. Si può ammirare una sua bifora ricostruita nell’atrio di palazzo Vischi. Altra antica sinagoga è la chiesa di Santa Maria Scolanova, risalente al XIII secolo. All’interno conserva un dipinto raffigurante la Madonna dei Martiri, protettrice dei Marinai, ascrivibile alla pittura bizantina del XIII secolo.
La città di Trani è ricca anche di imperdibili architetture civili. Tra queste primeggia il castello, uno dei pochi che ha conservato le caratteristiche della costruzione originaria. Sorge vicino la cattedrale, a ridosso del mare. Costruito nel 1233 dall’imperatore Federico II di Svevia, presenta una pianta quadrangolare, con quattro torri quadrate angolari; sui tre lati che non si affacciano sul mare vi è un muro di cinta con tre cortili esterni, mentre un fossato, che veniva riempito d’acqua di mare, separava il castello dalla terraferma.
Testimonianza dell’architettura civile rinascimentale è il Palazzo Caccetta, edificato nel 1456 da Simone Caccetta, ricco mercante di Trani. La facciata è in chiaro stile tardo – gotico, leggibile nel portale ad arco gotico a raggiera. All’interno vi è un cortile a pianta quadrata; dalla scala si accede ai due piani superiori.
Vero gioiello dell’architettura tranese del Settecento è Palazzo Quercia o Palumbo, progettato e costruito da Gerolamo Palumbo nel 1755. Architettonicamente il palazzo presenta linee semplici e composte che evidenziano la sua sobrietà e semplicità. In questo palazzo hanno soggiornato personaggi storici importanti: nel 1797 il re Ferdinando con sua Moglie Carolina e il figlio Fracnesco e nel 1807 il re Giuseppe Bonaparte. 
Altro palazzo espressione della ricchezza dei mercanti tranesi è il Palazzo De Angelis, caratterizzato da una muratura rustica nella parte inferiore e da bugne quadrangolari in quella superiore. Cattura lo sguardo l’imponente portale, anch’esso rivestito da bugne a fasce che risaltano ancor più la sua struttura. Agli angoli del palazzo sono inseriti gli stemmi di famiglia.
Degno di visita è il Palazzo Arcivescovile, appartenuto alla famiglia Rogadeo e acquistato dall’Arcivescovo Fra Diego Alvarez nella prima metà del Seicento. Fu ristrutturato nel XVII secolo a spese dell' Arcivescovo Giovanni Battista del Tinto. Interessante è il cortile interno con il triplice ordine di arcate poggianti su pilastri e sovrastate da due balconate con leggiadrie balaustre, intervallate da quattro stemmi uguali dell'Arcivescovo Del Tinto.
Sede del curioso Museo delle Carrozze è il Palazzo Antonacci, costruito nel 1761 dall’omonima famiglia. Vi sono esposte 33 carrozze di uso quotidiano, appartenute alla famiglia dei duchi di Telesio di Toritto, attuali proprietari della collezione, databili tra la seconda metà dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Fanno parte della mostra anche 33 esemplari in miniatura del duca Bernardino Telesio,realizzati in legno, e accessori d’epoca, come finimenti, morsi, cilindri, selle maschili e femminili, staffe, speroni, fruste.
 
Una passeggiata nella villa comunale di Trani offre al turista un momento di relax e quiete…si tratta di uno rigoglioso giardino affacciato sul mare, che abbraccia la città dalla Cattedrale alla penisola di Colonna. Fu realizzata nel 1823, in seguito alla donazione del suolo da parte della famiglia Antonacci. Si inseriscono in un ambiente ameno, costituito da lecci, pini marittimi e palme, il monumento ai Caduti, opera dello scultore tranese Antonio Bassi, un cannone risalente alla Seconda Guerra Mondiale, sei colonne miliari della via Traiana, provenienti dal tratto Ruvo - Canosa e l’elegante cassa armonica. Dal lato sinistro della villa si accede al Fortino di Sant’Antonio, un antico fortilizio posto a difesa della punta orientale del porto; ingloba l’omonima chiesa medievale a pianta basilicale, risalente al XII secolo e conservata nella sua originaria struttura, ad eccezione della cupola centrale crollata e sostituita da una volte a botte. Fu sconsacrata già nel 1478 e utilizzata come deposito. La vista della città dal fortino è davvero mozzafiato: si può ammirare l’insenatura sulla quale si estende tutta l’intera città, distinguendo la cattedrale, le tre absidi della chiesa di Ognissanti, la parte retrostante della chiesa di santa Teresa e la torre dell'orologio.
La passeggiata può proseguire verso il porto della città, animata dagli allegri colori dei pescherecci. Da sempre il porto di Trani ha rivestito un ruolo fondamentale sulla costa adriatica, tanto che, nell’XI secolo, fu emanato proprio a Trani il primo codice della navigazione dalla caduta dell'Impero Romano, i cosiddetti "Ordinamenta et consuetudo maris", su cui si basa tuttora il diritto marittimo italiano. All’epoca delle Crociate divenne un importante porto d'imbarco per la Terra Santa e durante il Quattrocento futra i più  importanti centri mercantili del basso Adriatico, anche grazie ai mercanti della Repubblica di Venezia che spesso si stabilivano in città. 
Il porto è costituito da una insenatura naturale difesa da due moli: il Molo S. Lucia e il Molo Sant’Antonio, il primo dei quali banchinato e dotato di colonne ed anelli da ormeggio. Il braccio di San Nicola, a Nord, riduce l’interrimento cui è soggetto il porto, che può raggiungere un valore di 50 cm l’anno. 


Feste e tradizioni

Riti della Settimana Santa: si svolgono suggestive processioni e rituali per ricordare la Passione di Cristo. Gli abitanti di Trani nutrono una particola devozione per la processione dell’Addolorata che parte dalla chiesa di Santa Teresa, nella notte tra il giovedì e venerdì Santo. Secondo una leggenda i Saraceni, durante un violento attacco della città, posero intono al collo della Madonna una corda; il collo miracolosamente iniziò a sanguinare e i nemici scapparono via impauriti. Il Sabato Santo, invece, si svolge la processione “dei Misteri”, seguita da tutte le confraternite della città. Anche questa processione è legata ad un avvenimento miracoloso: intorno all’anno 1000, durante una funzione religiosa,un’ebrea dubitò della presenza di Cristo al momento della consacrazione delle ostie; finse di prendere la Comunione e portò con sé l’ostia a casa che, però, iniziò a sanguinare. L’abitazione è divenuta la Cappella del Santissimo Salvatore e conserva la reliquia dell’ostia profanata.
 
Festa del Crocifisso della Colonna (3 Maggio): durante questa festività viene adorata la sacra icona conservata nella chiesa di Santa Maria di Colonna. Secondo la tradizione, nel 1480 , i Saraceni, durante una delle loro violente incursioni, rubarono e sfregiarono il naso del Cristo sul crocifisso che miracolosamente sanguinò. Dall’isola omonima il Crocifisso viene imbracato su un peschereccio e le barche lo accompagnano al porto solcando il mare in processione; il rito prosegue, poi, per le strade della città;  l’arrivo viene salutato con uno spettacolo di fuochi pirotecnici.
 
Mostra dell'Antiquariato (mese di maggio): antiquari giunti da ogni parte d’Italia espongono le loro opere all’interno di tale mostra, organizzata dall’ Associazione culturale Traninostra dal 1991 nei locali del monastero di Colonna. 
 
La Madonna del Carmine (16 luglio): si festeggia la patrona dei marinai e dei pescatori, per cui vengono organizzate una serie di iniziative religiose e civili. Durante questa ricorrenza si fa visita all’omonima chiesa dove sono conservati numerosi ex – voto.
 
San Nicola pellegrino (fine luglio - inizi agosto): San Nicola Pellegrino, santo patrono della città, era un giovane ragazzo di origini greche che giunse a Trani come pellegrino e vi morì diciottenne il 2 giugno 1094. E’ uno dei santi definiti “Pazzi di Dio”, per il suo ripetere incessante "Kyrie eleison" con cui si affidava alla pietà del Signore. Per quattro giorni la città vive i festeggiamenti in suo onore. La domenica vi è una solenne processione per le vie della città che espone il busto d'argento e le reliquie del santo, alla quale partecipano le massime autorità ecclesiastiche, civili e militari e tutte le confraternite della città; le luci delle luminarie fanno da sfondo al suggestivo si spettacolo di fuochi pirotecnici lanciati dal molo di sant’Antonio. I festeggiamenti prevedono, inoltre, l’esibizione di bande concertistiche.
 
Natale: Le festività natalizie sono molto sentite a Trani. Si aprono con la novena dedicata alla Madonna Immacolata, molto venerata, in ricordo della fine della peste che avvenne l’8 dicembre del 1656, secondo i fedeli proprio per sua intercessione. In questo giorno viene celebrata una solenne funzione nelle chiesa di San Francesco, seguita da una processione diurna. La sera della Vigilia di Natale, invece, dalla chiesa di San Giuseppe parte la processione della Sacra Famiglia, che si snoda tra le viuzze del centro storico. Caratteristico è il Presepe Vivente che anima le vie del borgo antico durante i giorni di Natale e dell’Epifania. Molto particolare, inoltre, è il Presepe realizzato nel centro del porto su una zattera. 
 



Stemma Trani

Coordinate: 41°16'25"32 N 16°24'58"32 E

Altitudine: 7.00 m s.l.m.

Abitanti: 53940

Superficie: 102.000 kmq

Densità: 528.00 ab/kmq

CAP: 76125

Prefisso Tel.: 0883

Giorno Festivo:
San Nicola Pellegrino, domenica precedente il 1° Agosto

Distanze

da BARI 63,9 km
da BISCEGLIE 10,4 km
da CORATO 13,6 km
da ANDRIA 14,6 km
da BARLETTA 14,5 km
da FOGGIA 98,4 km
da BRINDISI 182,5 km
da TARANTO 129,2 km


Trasporti

In auto:Autostrada A14 Bologna-Taranto, uscita Trani
Strada Statale SS16 bis Adriatica Bari-Foggia, uscita Trani Centro
Strada Provinciale SP2 (ex-SS98, ex-SP231) Modugno-Cerignola, uscita Corato-Trani
In aereo: Aeroporti di Bari (voli nazionali ed internazionali) 
In treno: Stazione Ferrovie dello Stato